Created on 05 Dec 2021 ;    Modified on 05 Dec 2021

La arecensione di Come cambiare la tua mente

Non abbiamo letto il saggio "Come cambiare la tua mente": di Michael Pollan pubblicato da Adelphi. Ebbene sì, vi sono (pochi) libri che non riusciamo proprio a mandare giù. E quindi non finiamo di leggerli. Di conseguenza ci domandiamo: "è corretto recensire un libro che non abbiamo finito di leggere?" La spontanea risposta sarebbe no: non conosciamo fino in fondo l'oggetto da recensire, di conseguenza come pretendiamo di criticarlo costruttivamente? D'altro canto, se non siamo riusciti a concluderne la lettura vi saranno dei motivi. Perciò: in questo articolo riportiamo le nostre impressioni ...

Avvertenza importante: le sostanze di cui parla Pollan, al momento della scrittura di questa recensione, in Italia sono completamente illegali. Non è ammessa la loro detenzione neanche per consumo personale. Men che mai la loro diffusione. Sono ammesse solo per sperimentazioni cliniche approvate dal Ministero della Sanità, condotte in contesti sanitari controllati.

Riferimenti

Periodo di tentata lettura: Settembre/Novembre 2021, recensione: Dicembre 2021

Titolo: Come cambiare la tua mente
Titolo originale: How to change your mind
Sottotitolo: n.a.
Editore: Adelphi Edizioni SpA, Milano 2019
Pagine: 537
ISBN: 978-88-459-3397-4
Prezzo di copertina: 28,00€
Serie: n.a

Contenuto

Prologo.
Una sintesi della storia degli allucinogeni, sintetici e naturali [1]. Intrecciata all'esperienza di vita dell'autore, che gradualmente ha approcciato il loro uso.
Un rinascimento.
Una storia più dettagliata della riscoperta e dell'uso degli allucinogeni a partire dal 2006. Con riferimento anche agli incontri dell'autore con i personaggi descritti.
Storia naturale. Fatto di funghi.
Proseguendo il racconto degli incontri dell'autore con studiosi dei funghi che producono la psilocibina.
Storia. La prima ondata.
E poi è la volta della storia dello studio e della diffusione dell'LSD.
Diario di viaggio. Un viaggio clandestino.
Quindi vi è il racconto delle esperienze dell'autore e delle motivazioni che lo hanno indotto ad utilizzre queste sostanze.
Neuroscienze. Il cervello e le sostanze psichedeliche.
Qui Pollan descrive la relazione tra le sostanze e i recettori neurologici, facendo poi riferimento al rapporto, ancora dibattuto, tra cervello e coscienza. Proseguendo nel presentare gli scienziati che effettuano ricerche riguardo gli effetti degli allucinogeni sul sistema nervoso umano.
Il trip come trattamento. Gli psichedelici nella psicoterapia.
Segue poi l'indicazione della riscoperta degli allucinogeni per la sperimentazione clinica in vari ambiti. Dall'uso come cure palliative per malati terminali, al trattamento di casi psichiatrici che non reagiscono efficacemente ai medicinali ortodossi.
Epilogo.
Si conclude con un resoconto dell'avanzamento della sperimentazione clinica di queste sostanze e dell'interesse suscitato nella comunità dei tifosi del loro uso per qualunque scopo, anche ricreativo.

Impressioni

Questo saggio è un lungo racconto delle impressioni che l'autore ha avuto durante i vari colloqui con i personaggi che ha contattato per conoscere ed entrare nel mondo dei viaggi da allucinogeni. Nonché per spiegare i motivi personali che lo hanno portato a sperimentare tali droghe.

E questo ci porta alla prima impressione negativa. Abbiamo avuto la percezione che questo autore sia piuttosto narcisista, e che lo scopo fondamentale del testo sia la descrizione delle sue esperienze. Di conseguenza ne abbiamo ricavato l'impressione che sia estremamente, ma subdolamente, egocentrico. Estremamente perché invece di scrivere una autobiografia, ha ritenuto addirittura di poter scrivere un saggio su se stesso. Subdolamente perché ha intrecciato la sua storia personale con le interviste effettuate ai diversi personaggi che ha conosciuto.

Altre impressioni negative: tutto il testo è permeato da un costante approccio positivo, per non dire fanatico, all'uso di queste droghe. Con il fine dichiarato di scoprire il proprio essere e di rompere i legami con la realtà che l'autore ritiene negativi.

Abbiamo parlato di impressioni, al plurale, perché sono due: il fatto che approvi l'uso degli allucinogeni, e il fatto che tale approvazione non ammetta dubbi di sorta. Nel testo che abbiamo, a spezzoni, letto non abbiamo mai osservato la minima argomentazione dubitativa riguardo l'uso della psilocibina e dell'LSD.

Francamente questo approccio ci ha colpito in modo estremamente pesante. In generale siamo il tipo che si pone la domanda: "qual'è il rovescio della medaglia?" Già, perché crediamo che vi sia sempre un rovescio della medaglia. Siamo convinti che qualunque esperienza ha sia aspetti positivi che negativi. Quali di questi percepiamo come predominanti, non ci devono indurre a trascurare completamente gli altri.

Noi pensiamo che la ricreazione sia una delle componenti fondamentali della vita: gioco, dovere e bisogni fisici. Queste tre componenti nella vita di ognuno di noi devono essere presenti e accuratamente bilanciate. Non si vive senza mangiare e dormire. Ma si vive molto male anche se si pretende di essere al di sopra degli altri ignorando le norme sociali e giuridiche che regolano la nostra vita in comune: è la componente del dovere. E se si tende a erodere completamente la componente ricreativa della nostra vita, i risultati saranno altrettanto disastrosi. Passate tutto il vostro tempo senza fare qualcosa solo perché vi piace, e i risultati negativi per la vostra salute fisica e mentale non tarderanno a farsi sentire. A questo punto direte: "bene, quindi per ricrearmi faccio un viaggio con un allucinogeno". Peccato che questo tipo di esperienza impatti il nostro essere in modo così rilevate da scollegarci completamente nei confronti della realtà che ci circonda. E da rendere probabile l'instaurarsi di un rapporto di dipendenza.

Che un completo scollegamento tra la nostra coscienza e la realtà sia pericolosissimo è qualcosa che il Pollan sembra non percepire. Eppure basta vedere cosa può fare un ubriaco, o un drogato, alla guida di una autovettura, per renderci conto che non stiamo parlando di qualcosa di accettabile.

E vogliamo parlare della possibilità di sviluppare una dipendenza da allucinogeni? L'autore è categorico: psilocibina e LSD non danno dipendenza. Bene, anche la televisione non da' dipendenza. Oppure no?

In effetti è proprio così. L'elenco delle possibili dipendenze è lunghissimo e vi sono item che a prima vista possono sembrare innocui: televisione, cellulare, alcolici in basso dosaggio, tabacco in basso dosaggio, dolciumi e così via. Tutte le volte che il nostro cervello registra una sensazione piacevole tende a ripeterla. E se la tendenza alla ripetizione diviene incontrollabile, siamo caduti in una dipendenza. E gli allucinogeni la dipendenza la possono dare, eccome se la possono dare [2].

Altro aspetto che non ci è piaciuto è il frequente rifarsi alla ricerca scientifica, con lo scopo di creare una sorta di giustificazione all'uso di queste droghe. Ma la scienza studia anche i veleni e gli ordigni termonucleari. E non riteniamo che questo sia un buon motivo per usare né gli uni, né gli altri. Una cosa è conoscere il funzionamento di un fenomeno. Un'altra è decidere se è il caso di utilizzarla, e come farlo.

Bene, ci sembra di avere sparato abbastanza sul pianista. Passiamo a registrare un aspetto piacevole di questo libro. È scritto in modo abbastanza scorrevole e lineare. E, se vi piace uno stile che alterna in continuazione la descrizione della vita e del comportamento di diversi personaggi, allora lo troverete piacevole.

Comunque, in conclusione, non riteniamo sia il caso di raccomandarlo come lettura.

Enjoy. ldfa


[1]Con particolare riferimento alla psilocibina e all'LSD.
[2]

Un paio di riferimenti per approfondire gli aspetti relativi agli allucinogeni: