Created on 09 Aug 2019 ;    Modified on 09 Aug 2019 ;    Translationenglish

L'opinione: crisi di governo, Agosto 2019

Bene, ci siamo. È ufficiale. Oggi, 9 agosto 2019, la Lega ha presentato la mozione di sfiducia al Governo in carica [1]. Governo di cui fa parte, insieme con il Movimento 5 Stelle (M5S).

Che prima o poi avvenisse, ce lo aspettavamo tutti. Contratto di governo o meno, il fatto che governassero insieme due partiti politici così visceralmente diversi era un vero miracolo di equilibristi da circo.

Con la differenza che gli equilibristi si allenano duramente tutti i santi giorni per fare squadra e completare insieme lo spettacolo. In questo caso invece alcuni politici di entrambe le parti hanno fatto tutto il possibile per mettere i bastoni tra le ruote del partito avverso. Direi, senza rendersi conto che ormai navigavano insieme: far naufragare il battello, significava finire in acqua entrambi, e non solo i rivali.

Perché il battello è naufragato? Sicuramente la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato l'affare TAV.

Che il ministro dei trasporti, del M5S, non volesse far proseguire i lavori della TAV era chiaro: ha temporeggiato a non finire, solo per non scontrarsi subito con la Lega.

Di fronte alle scadenze impellenti a livello comunitario, il presidente del consiglio, Conte, ha dovuto prendere posizione tra i due schieramenti nell'ambito del suo governo: la Lega che premeva per proseguire con la TAV e il M5S che intendeva fermarla, anche se non lo diceva esplicitamente.

Analizzata la situazione, il presidente Conte ha deciso di dare il via libera alla prosecuzione dei lavori. Risultato: alzata di scudi del M5S, in particolare del ministro dei trasporti, Toninelli, e richiesta di ricorrere al voto alle Camere.

Bella mossa! Decisamente i rappresentanti del M5S hanno dimostrato di essere politici veramente accorti. Alle Camere! Che hanno già votato più volte riguardo questa materia, e sempre con esito favorevole per la TAV.

La votazione alle Camere è finita come previsto: il M5S è stato battuto sonoramente.

Quel che non è finita come previsto è stata l'onda lunga della risacca della votazione.

Se il M5S pensava di salvare il salvabile per mettere in chiaro al loro elettorato che la TAV si farà senza il loro appoggio, d'altro canto ha trascurato che la votazione ha messo in rilievo un fatto politico fondamentale: il M5S non ha accettato una decisione del capo del Governo di cui loro stessi sono esponenti.

Boccone troppo ghiotto per non essere azzannato al volo da Salvini e dalla Lega tutta.

Cerchiamo di capire il suo punto di vista.

Prima di tutto, ricordate il caso Siri? L'esponente della Lega, sottosegretario al Ministero dei Trasporti, indagato per corruzione. I primi di Maggio 2019, dopo ampio dibattito, su posizioni opposte, tra Lega e M5S, Conte ha dovuto avocare a sè il giudizio se permettere a Siri di continuare a ricoprire l'incarico di governo. In quell'occasione il premier decise di estromettere Siri, revocandogli i mandati. Salvini (Lega) storse il naso, ma accettò obtorto collo la decisione di Conte.

Ora, con scenario per certi versi simile, ma decisione sfavorevole al M5S, questo invece di accettare la decisione di Conte chiama il giudizio delle Camere? Due pesi due misure? Dal punto di vista di Salvini, decisamente non coerente e non accettabile.

Aggiungiamo il fatto che la Lega alle elezioni europee ha navigato con il vento in poppa, esattamente il contrario del M5S, che ha perso ampie fasce di elettorato. E che con l'attuale scenario politico tutte le previsioni di voto confermano il trend positivo della Lega.

Risultato: a Salvini, e alla Lega, chi glielo fa fare di continuare a sgottare un battello che imbarca acqua e rallenta sempre più? Si va alle elezioni il più resto possibile, si fa il pieno di voti, e si vara un nuovo battello (Governo) eventualmente con l'appoggio incondizionato della Meloni (Fratelli d'Italia) e, forse, quello condizionato di Berlusconi (Forza Italia). Poi, sarebbe meglio se i voti fossero tanti e tali da permettere di varare il battello da soli.

Senza contare che:

  • le Camere rimarrebbero come sono, invece di dimezzare i posti a disposizione di Deputati e Senatori;
  • non si parlerebbe più di modifica dei termini di prescrizione delle procedure giudiziarie;

entrambe misure non completamente digerite dalla Lega (sopratutto la seconda), e fortemente sponsorizzate dal M5S.

In questo baillame, qual'è la posizione della terza forza politica, ovvero il Partito democratico (PD)?

Suicida: andare alle elezioni di corsa. Almeno così afferma il suo Segretario: Zingaretti. L'alternativa sarebbe un governo retto da M5S e PD, cosa che, personalmente, non ritengo probabile. Troppo antagonismo da entrambe le parti. Non sono più i tempi dei (grandi) politici degli anni '70 e successivi. Quelli che quando andavano a parlare nei comizi riuscivano a coniugare ideali, idee e programmi, oltre a qualche polemica con gli avversari.

Ora invece siamo invasi da una classe politica all'americana. Il target consiste nel riottenere l'incarico, non nel capire qual'è la cosa migliore per la nazione e quelli che ci vivono dentro.

Risultato: ai comizi si parla alla gente per slogan [2], polemiche ed insulti. E non si è disposti a presentare agli elettori misure che possono essere invise, anche se necessarie.

Non solo: ci si mimetizza dietro etichette ad effetto, per poi contrabbandare misure che favoriscono i ceti ai vertici della piramide sociale [3].

Torniamo alla crisi politica. Dicevo: con una classe politica incapace di dialogare, nota: dialogare significa riuscire a trovare un terreno comune per intendersi, riuscire a costruire un governo che accomuni M5S con il PD è altrettanto improbabile quanto tenere insieme M5S e Lega.

Come finirà la crisi di governo? La mia personale opinione è: buona votazione a tutti.

Vedremo se tra qualche giorno avremo notizie diverse. A risentirci. ldfa


[1]Fonte: ANSA
[2]Digressione. Avete presente "prima gli italiani"? Cos'è che dice Trump? La stessa cosa: "America first". Dopo di che, se con la sua politica dei dazi cerca di imporre nel suo (e nel nostro) mercato i prodotti americani, e respinge quelli italiani (leggi: aumenta i suoi occupati, e i nostri disoccupati), noi cosa abbiamo da lamentarci? Abbiamo accettato la sua stessa logica: invece di aiutarci a vicenda, andiamo allo scontro. Indovina chi soccombe? Il più debole. E l'Italia, da sola, non è più forte degli USA. Conseguenza logica: cerchiamo alleati. Come? Litigando con Francia e Germania? C'è qualcosa che non capisco ... Fine della digressione.
[3]Altra digressione. Vi siete chiesti come mai gli unici governi pubblicamente osannati da Confindustria sono stati gli ultimi governi del PD: Renzi e Gentiloni? Ora: il PD è un sedicente partito di (etichetta:) sinistra. Ai tempi miei sinistra significava avere particolarmente a cuore la popolazione: contadini, operai, impiegati. Non alta borghesia ed industriali. Di conseguenza attenzione alle politiche di salvaguardia sociale etc. Bene, questi governi hanno finito di smantellare gli ultimi baluardi di una politica del lavoro che salvaguardava i lavoratori, per completare il frazionamento e la suddivisione della classe lavoratrice: "divide et impera". Ci stupisce che tutto ciò sia piaciuto a Confindustria, ovvero l'associazione degli industriali? Il PD è un esempio di partito che si gloria di una etichetta che non gli appartiene. Fine della digressione.